Chiesa Collegiata del SS. Salvatore (I luoghi di don Tonino)

Di fronte alla casa natale di don Tonino, la grande facciata della Chiesa Collegiata del SS.mo Salvatore vi sorride e sembra invitarvi ad attraversarla promettendo – come inciso nel grande stemma centrale – di fare dono delle ali della speranza grazie alle quali ogni croce diventa leggera. Certo, questa facciata sembra solare, abbronzata dai raggi del sole che la accarezzano ma, se potesse, mostrerebbe volentieri il suo sudore per la fatica di essere edificata sulle fondamenta di una vecchia cattedrale romanica del XII secolo: oltre due secoli di lavori, frutto dei sudati sacrifici della gente di Alessano, per giungere alla bellezza odierna e consentire – una volta entrati – di ascoltare una buona notizia pensata per ciascuno di noi...

Chiesa Collegiata SS. Salvatore di Alessano

Oltrepassati i grandi portoni di bronzo, ci ritroviamo in un grande ambiente di serenità, retto da maestose colonne ai cui piedi le statue in cartapesta degli apostoli sembrano garantirvi la stabilità del tempio: le porte degli inferi non prevarranno contro di essa, perché la Chiesa è fondata sull’Amore disseminato nei secoli dalla testimonianza di tanti che hanno lasciato padre, madre, fratello sorella, casa e campi per seguire il Maestro, il Salvatore che al centro dell’abside si presenta con il mondo sul palmo della mano. È bellissimo! Il Signore Gesù non ha il mondo in pugno, ma ce l’ha sul palmo della mano per sostenerlo e custodirlo. Forse ci invita a fissarlo e a fare un bel sospiro per dirgli la voglia di abbandonarci, insieme a quel mondo, nel palmo della sua mano, che dà pace e serenità!

Ma non dimentichiamoci della promessa scritta sulla facciata! Dalla fiducia in Dio scaturiscono due bellissime sorgenti di consolazione:
Alza appena lo sguardo sulla statua del Cristo Salvatore… cosa noti? Li vedi anche tu? Due angeli… con un’ala soltanto! Non c’è gioia più grande di chi dà la vita per i propri amici, portando gli uni i pesi degli altri, perché possiate raggiungere la gioia, il paradiso, solo rimanendo abbracciati.
E se ti sposti un po' a sinistra con tutto il corpo, cosa noti? Ancora una volta, un Angelo! È la scena biblica di Tobiolo e l’Angelo, opera del pittore caravaggesco Paolo Finoglio, donato dalla duchessa Maria Riario Sforza. Lì dove non arriva il fratello, arriva il Signore che con la sua presenza consola, guarisce e trasforma il lamento in danza!

Tutto questo è davvero un mistero d’Amore che il bellissimo Crocifisso ci ricorda d’essere stato fatto da Lui, Gesù, per soddisfare ogni sete di libertà e autenticità e che dalla Fonte battesimale ha iniziato a plasmare il cuore di ognuno per renderci capaci di vivere come Lui!