Convento dei Frati Cappuccini (I luoghi di don Tonino)

Le due braccia che si incrociano, inchiodate sulla stessa logica del dono sulla piccola porta del Convento, ci avvisano che stiamo per entrare nel mondo del Poverello di Assisi: un mondo "apparecchiato" per noi sin da 1628, in cui la semplicità si riversa nei cuori per farci assaporare – anche solo per un attimo – la dolcezza inebriante dell’Essenziale.

Convento dei Frati Cappuccini di Alessano

Il profumo di Francesco si percepisce non appena oltrepassata la soglia della porta della Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Tutto sembra farsi invito ad indossare il saio della perdonanza e a cingere la vita con quel cordone con tre nodi, che sono tre promesse di Dio prima ancora di essere tre voti degli uomini: Gesù, il Signore, si fa povero per arricchirci, è Lui il fedele per sempre, è Lui che si fa obbediente fino alla morte in croce, per amore.
Uno spettacolo si apre agli occhi: la magnifica macchina lignea che fa da cornice al Vivente, presente nel tabernacolo.
Le mani laboriose di artigiani di Martina Franca hanno intarsiato nel XVIII secolo questa magnifica opera d’arte, forse per dirci che anche il fragile legno può diventare – con la ferita di lama e la carezza di spazzola – una pagina su cui incidere la bellezza di forme e di colori che si incastrano e trovano il loro spazio per mostrarsi graziose, come spesso accade nella nostra vita.
Le mani ispirate di fra’ Angelo da Copertino hanno versato colore nel XVII secolo su bianche e ruvide tele, dando origine al miracolo della creatività umana, capace di animare il passato nel presente e di versare l’olio della benedizione sulle ferite della miseria.

A destra e a sinistra, le origini della salvezza: il cuore di una giovane fanciulla che, già tra le mani della madre, aveva deciso di dire il suo Sì al Signore e il cuore di un uomo silenzioso le cui notti sono state abitate da sogni che parlavano di futuro e vedevano già l’Emmanuele farsi spazio nel tempo.

Al centro, la grande tela - dono di Laura Guarini - che raffigura Il perdono di Assisi. È una fotografia del futuro che Francesco ci consegna, perché possiamo vivere il presente con letizia, certi dell’Amore con cui Dio tutto perdona e tutti trasforma.
E dalla tela sembrano uscire suoni e voci… forse sono loro, da là su in alto, che stanno intonando anche per noi il canto: "Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e honore et onne benedictione".